I Leoni in Afghanistan

Afghanistan: 583 missioni per 602 ore di volo per gli elicotteri della Marina Militare

583 missioni per un totale di 602 ore di volo, di cui 156 notturne svolte con l’ausilio degli NVG (Night Vision Goggles – visori notturni ad intensificazione di luce). Questi i dati riassuntivi – comunicati da una nota dello Stato Maggiore Difesa – delle attività svolte dalla componente elicotteristica della Marina Militare impegnata in Afghanistan. Questa in teatro è conosciuta come “Task Force Pantera”, nome derivato dall’animale raffigurato sui patche portati dal personale sulle tute di volo.


Questa sezioni elicotteri “rinforzata” è costituita dal Reparto Eliassalto del Quarto Gruppo Elicotteri M.M. di base sulla Stazione Aeromobili di Grottaglie, nei pressi di Taranto, integrato dal personale Eliassalto del Quinto Gruppo Elicotteri M.M. basato sulla Stazione Elicotteri di Luni-Sarzana. Al comando é il Capitano di Fregata Pilota Alessandro Maria Dionigi.
Per poter svolgere le attività in Afghanistan, la Forza Aerea della Marina ha messo a disposizione tre elicotteri AB 212, opportunamente configurati, e un gruppo di circa cinquanta uomini; il reparto di volo è dotato di una piena autosufficienza logistica e operativa in teatro h24.
Ne fanno parte tre equipaggi “combat ready” e qualificati per il volo notturno con NVG, una squadra tecnica, uno staff di ufficiali e sottufficiali con compiti di supporto operativo e logistico; l’organico comprende anche un team di “force protection”, composto da personale del “Reggimento “San Marco” che assicura un’adeguata cornice di sicurezza alla base e garantisce la sicurezza durante gli spostamenti via terra.
Compito principale degli elicotteri della Marina Militare in Afghanistan è quello di “supportare d’alto” le attività del Comando ISAF, guidato dal generale di corpo d’armata Mauro Del Vecchio, e di soddisfare le esigenze delle forze italiane ed internazionali della Kabul Multinational Brigade IX, ora comandata dal Generale di Brigata Neyko Nenov.
Gli elicotteri si rivelano essenziali per lo svolgimento di attività di controllo del territorio e di ricognizione (il 72% delle ore di volo) e di evacuazione sanitaria, nonché per assicurare la mobilità su un terreno aspro e montuoso come quello afgano, dove le strade asfaltate sono un’eccezione.

Dal luglio 2005 gli elicotteri della Marina Militare operano sui cieli dell’Afghanistan, in concomitanza con il periodo di nove mesi in cui l’Italia è al Comando di ISAF VIII (International Security and Assistance Force), la missione NATO sotto egida ONU che ha il compito di garantire il mantenimento di un ambiente sicuro e aiutare il governo afgano nella ricostruzione.

I dati riassuntivi dell’attività di volo effettuata finora assumono particolare rilevanza per il severo contesto ambientale – in teatro la quota media è di 1.800 metri – e meteorologico, nonché dell’impegnativo contesto socio-politico che caratterizza tutto il paese afgano.
Ogni missione, oltre alla preparazione rispondente agli standard normalmente adottati dai reparti di volo della Marina Militare, richiede perciò una preparazione aggiuntiva necessaria per affrontare operazioni congiunte di sorveglianza, pattugliamento o movimentazione di convogli condotte dalle unità di manovra della Brigata Multinazionale Kabul.

Tratto da:  www.dedalonews.it
Scritto da M. Amatimaggio sezione Aeronautica Difesa

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