Sala Operativa

Esercitazione Mare Aperto 2006

Esercitazione dal 5 al 20 Giugno 2006

Iniziata il 5 giugno scorso è nel pieno del suo svolgimento l’esercitazione “Mare Aperto 2006”, che si caratterizza come la principale esercitazione aeromarittima in ambito nazionale e che impegnerà 4000 militari nel Mar Ionio e nel Mar Tirreno fino al 20 giugno, giorno di conclusione dell’attività, a bordo di 10 navi (tra le quali Nave Garibaldi), il nuovo sommergibile Todaro, 6 velivoli Harrier AV8B, 16 elicotteri, oltre a velivoli da pattugliamento marittimo e mezzi dell’Aeronautica Militare.
Rilevante ed innovativa appare la fase anfibia, che vede per la prima volta l’addestramento congiunto dei Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco e dei Lagunari del Reggimento Serenissima dell’Esercito Italiano, che insieme daranno vita ad una nuova struttura interforze anfibia per il conseguimento della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare.
Il giorno 11 giugno il Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo Parisi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, accolti dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, hanno potuto assistere da bordo della portaerei Garibaldi e, a terra, presso il poligono di Monteromano (Viterbo) ad alcune fasi dell’addestramento; in particolare è stato simulato un raid anfibio finalizzato all’evacuazione di gruppo di connazionali in difficoltà da un territorio ostile che ha impegnato insieme i Fucilieri di Marina e Lagunari dell’Esercito Italiano.

Debutto dell’EH.101 Amphibious Support Helicopter

Nella Mare Aperto 2006, la grande esercitazione aeronavale-anfibia in corso nelle acque del Tirreno e sui poligoni di Monteromano e di Pian di Spille, ha avuto il suo “debutto” l’elicottero Agusta-Westland EH.101 nella sua ultimissima versione per la Marina Militare ASH (Amphibious Support Helicopter).
Rispetto alle altre versioni dell’EH.101 che hanno un muso arrotondato, la versione ASH è caratterizzata da una prua a punta ottenuta con l’installazione del radome che ospita un radar, peraltro è la stessa configurazione degli EH.101 consegnati alla Danimarca.

Ricordiamo che la Marina Militare ha ordinato quattro EH.101 TTH (Troop Transport Helicopter), otto EH.101 ASW (Anti-Submarine Warfare), quattro EH.101 Early Warning e quattro EH.101 ASH.
Il radar montato nella prua dell’EH.101 ASH è – nella definizione della Forza Armata – un MM/APS-717, un radar di ricerca e scoperta di superficie con capacità di tracciamento dei bersagli, che può essere impiegato anche come radar meteo e di navigazione, in pratica è una nuova versione del radar MM/APS-705 che l’elicottero AB.212 ASW monta in un radome sopra il tetto della cabina.
I quattro EH.101 ASH sono anche predisposti per l’installazione di una sonda per il rifornimento in volo.
A questo standard potrebbero essere retrofittati, disponibilità di fondi permettendo, anche i primi quattro EH.101 TTH della Marina Militare che non dispongono di un radar.
La Marina Militare sta anche provvedendo alla sostituzione, sulla flotta EH.101, dei FLIR del modello “GALIFLIR” della Galileo Avionica, con i più performanti “Star Safire II” della FLIR System. I GALIFLI così recuperati vengono installati sugli SH.3D Sea King della Forza Armata.

Il Mare Aperto 2006 e il Ministro Parisi

È in corso nel mar Tirreno centrale la Mare Aperto 2006, l’annuale edizione della principale esercitazione aeronavale-anfibia italiana, che quest’anno ha avuto una particolare connotazione “mediatica”.
Nella giornata di ieri, infatti, il ministro della Difesa Antonio Parisi, accompagnato dal capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Giampaolo Di Paola, è stato a bordo di navi della Marina Militare e sul poligono dell’Esercito di Monteromano, nei pressi di Viterbo, dove si sta svolgendo la parte terrestre dell’esercitazione.
Ovviamente tutte le dichiarazioni ai giornalisti di Antonio Parisi, rese in forma “collettiva” e non come intervista ad un singolo quotidiano – precisa una nota odierna del Gabinetto del Ministro – sono state incentrate su temi di stringente attualità di politica-militare, quale il ritiro dall’Iraq del nostro contingente, le richieste della NATO di aerei e forze speciali per l’Afghanistan.
Diverso il “taglio”del discorso a bordo del Garibaldi (riportato in fondo a questa pagina), dove è stato accolto dal capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Paolo la Rosa, tra l’altro il giorno prima ricorreva la Festa della Marina, quest’anno celebrata in forma minore per il lutto che ha colpito a Nassiryiah le Forze Armate italiane.
Ben poco è apparso sui media sull’esercitazione Mare Aperto, che invece ha avuto una valenza notevole sul piano squisitamente operativo.
Innanzi tutto in questa Mare Aperto si è avuto il debutto operativo del nuovo sommergibile U212A “Todaro” che, come è facile immaginare, è stato “cacciato” dai sonar dei nostri aeromobili e navi; insieme al nostro U212A, ha partecipato all’esercitazione come “special guest” anche il sommergibile gemello tedesco U.32, presente da diverse settimane in Mediterraneo per verificare la compatibilità del supporto tecnico-logistico comune sviluppato dalle due marine nell’ambito del programma italo-tedesco.
Molte le navi in mare per questa esercitazione, uno spettacolo sempre più raro in tempi di ridotte risorse finanziarie, tutte impegnate in complesse attività addestrative di diverso tipo.
Tra queste il Garibaldi con imbarcata una sezione di AV-8B Plus Harrier II e di elicotteri EH.101, i caccia Mimbelli e Durand de La Penne, le navi rifornitrici di squadra Stromboli e Vesuvio e le fregate Grecale e Libeccio, nonché le tre LPD San Marco, San Giorgio e San Giusto con a bordo elicotteri di unità specializzate nel supporto alle truppe anfibie.

Dovrebbero essere state giocate – il condizionale è d’obbligo mancando a tuttora un comunicato ufficiale dello Stato Maggiore Marina – le tradizionali attività a partiti contrapposti, con due gruppi navali che si danno battaglia, per poi cedere il posto ad attività addestrative tematiche, come le ADEX (Air Defence Exercise). Questo, d’altronde, è il copione standard di tutte le esercitazioni complesse come la Mare Aperto.
La parte anfibia di questa edizione della Mare Aperto 2006 non si è tenuta nel tradizionale scenario del poligono sardo di Capo Teulada, ma si è svolta davanti alle coste laziali utilizzando i più limitati poligoni dell’Esercito di Pian di Spille, sul litorale, e di Monteromano, nell’interno tra Tarquinia e Viterbo.
Il maggiore elemento di novità di questa edizione della Mare Aperto è stato il debutto della Forza di Proiezione dal Mare, la componente expeditionary joint della Difesa italiana. Questa è in via di costituzione con elementi dell’Esercito e della Marina; la componente di manovra della landing force, in particolare, sarà composta da Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco e da Lagunari del Reggimento Serenissima.
Come già anticipato da Dedalonews, per realizzare questo reparto recentemente è stato costituito a Brindisi il Centro di Integrazione Anfibia, con personale dell’Esercito e della Marina, che sta curando nei dettagli l’omogenizzazione dell’addestramento e l’interoperabilità e la standardizzazione dei mezzi, dei materiali e delle procedure. Alla guida del CIA è il Colonnello dei Lagunari dell’Esercito Emilio Motolese.
Il primo risultato della CIA è stato lo schieramento alla Mare Aperto 2006 di un gruppo tattico a livello di battaglione, circa 600 militari, composto da due compagnie, una del San Marco e una dei Lagunari, con i necessari assetti di supporto operativo e logistico.


Il Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo PARISI , accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Giampaolo DI PAOLA, il giorno 11 giugno 2006 si è recato a bordo di Nave Garibaldi, al largo di CIVITAVECCHIA nelle acque antistanti i poligoni di PIAN DI SPILLE e MONTEROMANO (VITERBO), dove è stato accolto dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Sq. Paolo LA ROSA, ha assistito ad alcune fasi dell”esercitazione ” MARE APERTO 2006 ” ed ha celebrato la festa della Marina Militare.

Di seguito è riportato il discorso pronunciato dalla nave ammiraglia:

Ammiraglio Di Paola, Ammiraglio La Rosa, Ufficiali, Sottufficiali, Marinai,

innanzitutto, essendo appena tornato dalla Sardegna, dove mi sono recato per rendergli l’ultimo saluto, consentitemi di rivolgere, insieme con tutti voi, un pensiero commosso alla memoria del 1° Caporal Maggiore Alessandro PIBIRI, caduto in servizio in Irak, e rivolgere, allo stesso tempo, un augurio di pronta guarigione al personale rimasto ferito nel corso dell’attentato, recentemente verificatosi in quella lontana terra.

Sono lieto di essere qui con voi nel giorno che ricorda l’epica impresa di Premuda, scelto per celebrare la festa della Marina Militare. Questa occasione mi permette, a poche settimane della mia nomina a Ministro della Difesa, di conoscere direttamente la Forza Armata così da rivolgerle il saluto del Governo e quello mio personale, e di esprimere il mio sincero apprezzamento a quanti hanno preso parte a tutte le fasi dell’esercitazione appena conclusa, che conferma l’alta preparazione della nostra Marina.

Gli impegni, in questo breve lasso di tempo trascorso a Palazzo Baracchini, non sono mancati. Impegni politici, ma anche incontri diretti con reparti sia in territorio nazionale sia all’estero. In tutte le occasioni ho apprezzato la professionalità dei militari, fondata su un impegno continuo, nell’addestramento e nelle attività operative, e sullo sforzo sincero di essere sempre all’altezza degli esempi di valore che caratterizzano le nobili tradizioni delle nostre Forze Armate.

Sono pensieri che oggi rinnovo nei riguardi della Marina Militare, le cui origini e radici si iscrivono nelle pagine più antiche della nostra storia nazionale.
Voglio ricordare la Marina sabauda e le altre forze navali degli Stati preunitari, eredi delle leggendarie repubbliche marinare e poi fondamento della Forza Armata nello Stato Unitario.

Con gli antichi stemmi di Venezia, Genova, Pisa ed Amalfi iscritti nella sua Bandiera, la Marina Militare riassume veramente secoli di storia del nostro Paese, e dà testimonianza encomiabile di una straordinaria continuità di dedizione al dovere e di amor di Patria.

In ogni circostanza, la Forza Armata ha fatto onore al Tricolore in tutti i mari del mondo. E continua a farlo oggi, con particolare impegno, nel Mediterraneo, nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Golfo, per garantire sicurezza al Paese e per collaborare alle missioni di pace della comunità internazionale.

L’Italia è orgogliosa dei propri marinai. Ed è orgogliosa di avere una Marina versatile, capace di operare in tanti Teatri lontani, una Marina, capace di integrarsi – anche con ruoli di rilevante responsabilità – in gruppi aereonavali multinazionali.

Il lungo lavoro svolto con le marine militari dei Paesi dell’Alleanza Atlantica ed europei ha fatto migliorare e maturare la Forza Armata. La crescente integrazione militare europea è, anzi, l’unica seria prospettiva per le marine del nostro Continente, nel solco di una maggiore efficacia dell’allocazione delle risorse e dell’utilizzo operativo delle forze.

Nell’era della globalizzazione e del consolidarsi di nuovi giganti mondiali – per ora soprattutto nel campo della demografia e dell’economia – l’Europa è infatti chiamata a riprendere il cammino dell’integrazione politica, proprio ripartendo dal campo militare. So che non è un cammino facile, ma bisogna darsi delle tappe, anche iniziando dalla collaborazione in campo industriale.

Abbiamo già fatto passi in avanti nel settore delle forze anfibie, come ben dimostrato in questa esercitazione.
Siamo soddisfatti della collaborazione con la Spagna e della consolidata dimensione interforze raggiunta dalle nostre Forze Armate, oggi in grado di contribuire, con rilevanti capacità di proiezione, alle forze di reazione rapida della NATO e dell’Europa.

L’esercitazione “MARE APERTO 2006” ha consentito, fra l’altro, di verificare i progressi compiuti nell’addestramento, con riferimento specifico alla capacità interforze di proiezione dal mare, che ha visto il coinvolgimento del reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito.

Ammiraglio Di Paola, Ammiraglio La Rosa, Ufficiali, Sottufficiali, Marinai,

all’inizio di questo mio intervento, ho voluto ricordare la coincidenza dell’esercitazione di oggi con la ricorrenza dell’impresa di Premuda, condotta valorosamente dal Comandante Rizzo e dai suoi uomini; un’impresa che merita l’ammirazione e il ricordo indelebile in tutti gli italiani.

Desidero concludere affermando che uguale rispetto e considerazione dobbiamo avere verso tutti i marinai che hanno operato in mare, in ogni occasione di pace e di guerra e ai tanti che sono caduti.

Ricordiamo, perciò, e onoriamo, con uguale intensità di sentimenti, la memoria degli uomini che violarono la Baia di Suda, nella notte del 25 marzo 1941 come quella dell’Ammiraglio Carlo Bergamini, e di tutti gli Ufficiali, Sottufficiali e Marinai caduti nell’affondamento della corazzata “Roma” e dei cacciatorpediniere “Da Noli” e “Vivaldi” il 9 settembre del 1943.

Agli uomini ed alle donne impegnati nell’esercitazione, confermo il mio personale apprezzamento per il lavoro svolto.
Le Istituzioni della Repubblica e i cittadini italiani guardano alla Marina con orgoglio e gratitudine per le tante prove di capacità e dedizione fornite sui mari del mondo.
La Marina Militare ha già dato brillanti testimonianze nelle numerose missioni compiute. Il potenziale aereo, le attitudini anfibie, la versatilità dei mezzi navali, le capacità di pianificazione e comando costituiscono fattori di successo che conferiscono alla Forza Armata affidabilità in ogni occasione.
Rinnovo, dunque, il saluto alla Marina Militare che oggi conferma le proprie elevate capacità ed il proprio spirito di servizio alla Patria.

Viva la Marina Militare!
Viva le Forze Armate!
Viva l’Italia!

Tratto da Dedalonews – http://www.dedalonews.it

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