I Leoni d'Iraq

Gli uomini del San Marco si raccontano:

Black Demon 21/08/03 Ciao Alfredo,  posso chiamarti per nome…? Ho già avuto modo di contattarti tempo fa.Ti ringrazio di cuore, a nome mio e di tutti i colleghi quà in Irak, per i tuoi saluti…ci fanno davvero bene…come hai detto, saremo rapidi e potenti, come dei veri leoni. Per nostra (e loro…) fortuna, operiamo in una zona relativamente tranquilla…collaboriamo con la 13^ compagnia del 18^ reggimento Bersaglieri. Ti mando delle foto, ci avevo già pensato qualche giorno fa, ma abbiamo avuto problemi con la connessione sat. , e solo oggi abbiamo ripristinato il sistema….tranquillo, il leone ruggirà potente come non mai, te lo garantisco…..in gamba come sempre…
Per Mare Per Terram…
 
Alfredo Di Felice 23/08/03 Dino sei grande!Grazie per la tua disponibilità, domani aggiungerò questa tua email e le foto, cerca di coinvolgere gli altri “Leoni”. Quanti uomini abbiamo in Irak e chi è al comando del nostro contingente? e se hai altre notizie fammele avere, io dovrei andare alla Carlotto al mio prossimo ritorno in Italia, previsto per il 25 settembre, dato che parto la prossima settimana. Voi continuate a scrivermi su questo indirizzo. Ti saluto con ammirazione e osserva l’allegato; lo conosci il piccolo leoncino????  per mare per terramSan Marco! * Hic sunt leones ( qui ci sono i leoni) *
Dino DE PINTO 24/08/03 Ciao Alfredo,non sai quanto bene mi abbia fatto rivedere quella foto. Ne ho qualcuna con me, come puoi immaginare, ma di quelle recenti. Ti ringrazio
di cuore mia moglie, quando ci sentiamo telefonicamente, mi dice che è un bimbo terribile, sempre pieno di energie, un vero leone….poverina, la capisco (detto tra noi,comunque,ne sono  contento…!!!!), e mi  manca tantissimo, ovviamente. Grazie anche per i complimenti, per considerarmi un grande…per così poco..?…e cosa dovrei dire di te,allora ?….sono una persona normale,che crede in quello che fa, e con una grande passione che si identifica con la tua: il San Marco. Mi sono sentito con il grosso situato a Nassirya (White Horse), per quanto riguarda la loro capacità di connettersi in rete…pare sia in fase di allestimento un internet-point, quindi per ora non’è possibile….al limite,dal momento che spesso vengono quì da noi, a Qualat Sukaar, potrebbero spedirti qualcosa sfruttando questo terminale…le informazioni che mi chiedi non’ho problemi a mandartele, ma dovrò essere vago per ovvi motivi : ….allora, in zona (che è quella che hai citato nel sito) è stata dislocata la 2^Compagnia rinforzata, più un nucleo logistico, più un nucleo TLC. Il comando, in questo periodo, è affidato al TV Aldo Sciruicchio. I nostri compiti sono di garantire sicurezza ai convogli umanitari e alla nave anfibia San Giusto, che ci ha portati in zona, la durata della missione non’è definita, considera che abbiamo lasciato l’Italia il 5 Giugno. Per darti un’idea dell’inferno dove operiamo, ti dirò che il termometro qualche giorno fà ha toccato i 68° alle 14.00 ora locale. La popolazione normalmente non lavora dalle 11.00 alle 16.00,viste le temperature. La polvere del deserto è presente ovunque, e la presenza quasi costante del vento che spira forte da Nord Nord-Ovest (quà lo chiamano “Shamal”) la solleva di continuo, così da costringerti ad indossare sempre occhiali antisabbia e fazzoletti sulla bocca per respirare.Beviamo in media 10 litri di acqua al giorno, questo è per noi un altro modo di metterci alla prova. Siamo motivati, tant’è che troviamo anche il tempo di dedicarci al mantenimento fisico con i pesi, ovviamente in maniera moderata, visto il naturale innalzamento del metabolismo….un inferno, ma “…se non ci conoscete, guardateci il viso…. scendiamo giù all’inferno e saliamo in paradiso…” Credo che quando tu andrai in caserma, alla Carlotto, noi saremo ancora quà…peccato, avremmo potuto conoscerci di persona, mi sarebbe piaciuto stringere la mano a un leone come te…ma ci saranno altre occasioni. Se hai bisogno di altro,sono a tua disposizione,grazie ancora per quanto fai per noi…”Leoni si nasce, non si diventa…”
…Per Mare,Per Terram…
Alfredo Di Felice 29/08/03 Ciao Dino,
mi fa piacere risentirti e spero che continuerai cosi, scusami del ritardo con cui ti rispondo ma sono stato impegnato. Ho ricevuto le tue ultime foto e come al solito sono molto interessanti. Come ti avevo detto con una mia precedente e-mail sono a lavoro e lontano da casa, come te. La mancanza degli affetti famigliari ovviamente e` la piu` pesante da sopportare, anche se devo dire mi ci sto abituando. Con me lavorano anche altri colleghi italiani ( qui da noi ci sono tutte le razze del mondo) e quindi a volte ci organizziamo tra di noi, cucinando dei succosi spaghetti al sugo di pesce, che qui non manca, come questa sera. Facciamo passare un po` il tempo diversamente dal solito, ovviamente quando non siamo particolarmente impegnati. Il campo non e` il massimo del comfort ma non ci possiamo lamentare, e` pulito ben tenuto e non mancano anche attivita` sportive come: campi di calcio, tennis, squash, basket ed una attrezzata palestra, dove quando possibile mi alleno un po`. La nostra vita e` scandita dagli orari d’ufficio che vanno dalle 05:00 alle 17:00, quando invece impegnati con il pilotaggio delle navi non ci sono orari che tengano, in quanto il nostro Terminal e` operativo H24. In questa stagione la temperatura e` alquanto piacevole e va da 16 a 25 C. essendo il nostro corrispondente inverno. Non so se ti ho detto ma lavoro in Africa sud equatoriale e precisamente in Angola. Certo non e` uno dei migliori posti al mondo, unitamente a quelli che stai frequentando tu, ma sopravviviamo. Onestamente noi qui non abbiamo a che fare molto con l’Africa che conosciamo tutti. Il nostro e` un campo petrolifero delimitato da recinzione e controllato dalla sicurezza interna, che dispone di un centinaio di uomini, il che lo fa essere abbastanza sicuro. Non abbiamo mai avuto seri problemi, anche quando c’era la guerriglia in piena attivita`, questo fino ad un paio d’anni fa, ora il paese e` relativamente pacificato. Ah! Dimenticavo l’anno scorso ho incontrato qui, o meglio all’aeroporto della capitale, Luanda, un certo Paolo S. un ex-San Marco di Genova, che gia` conoscevo via internet tramite il nostro sito. Era qui in Angola come istruttore militare delle forze armate regolari di questo paese, come dire: ” e` veramente piccolo il mondo”. Di questo Paolo ho un po` perso le tracce, l’ultima volta che ci siamo sentiti per email era di ritorno dall’Afganistan. Che altro dire, ancora una cosa se e quando manderai altre foto ( io lo spero vivamente) chiedi ai ragazzi anche dei piccoli commenti e/o impressioni su questa operazione. Ora ti lascio al tuo lavoro e sempre in gamba.
Saluti Alfredo
Dino DE PINTO 29/08/03 Ciao Alfredo…è un piacere risentirti…dove ti trovi è un paradiso, se messo a confronto col nostro campo. L’amico Paolo S., stenterai a crederlo, mi ha mandato una mail qualche giorno fa (l’indirizzo l’ha prelevato dal tuo sito,penso…), dicendomi che lui era a Baghdad, e che sarebbe passato di qua per conoscermi di persona e per salutare qualche vecchio amico di plotone. Mi ha fatto qualche nome, e per sua fortuna, ci sono un paio di marescialli in zona. Abbiamo scattato altre foto, non appena le scarico te le mando, probabilmente un po’ di leoni verranno a darci man forte in questo sito,e farò in modo che ti mandino un po’ di materiale….hai ragione, gli affetti famigliari sono importanti,e non se ne può fare a meno….comunque,il tempo passa,e presto saremo a casa……ti saluto…Per Mare Per Terram.
Santi Marco02/09/03 Siete il vanto e l’onore della nostra Italia. Sono fiero di essere stato un “leone”, non molto tempo fa.
Ad Alfredo un grazie di cuore per aver messo a disposizione questo spazio ai Leoni d’Iraq e a noi ex.
Per mare per terram!
SAN MARCO.
Serena 03/09/03 Un abbraccio al mio Tony, laggiù in Iraq ed un saluto a tutti i leoni. Siete sempre grandi.
Alexander59
03/09/03
Sebbene i media in Italia quasi vi ignorano, sappiate che siete sempre presenti nei nostri cuori. Nel silenzio il forte colpisce e nelle parole il debole intende darsi coraggio. Un po’ come succede nelle vicende politiche del nostro paese. Un gran rumore fatto di nulla e di mere chiacchiere. Da ex comprendo la delicatezza della vostra missione e per questo ragazzi vi dico di stare sempre all’erta.
Annarita 04/09/03 Vorrei ringraziare chi ha avuto l’idea di creare questo sito, grazie ad esso ho visto delle foto e mi sono resa conto dell’importanza dell’operato svolto dai “leoni” del San Marco.
Sono la fidanzata di un leone attualmente in Iraq e volevo fare un saluto a tutti i leoni iracheni in particolare al mio ragazzo.
Voi tutti siete li impegnati duramente ma noi qui in Italia siamo ugualmente in “missione”che è quella di resistere e non farci travolgere dalla malinconia che la vostra lontananza provoca.
Speriamo di rivedervi presto a nome di tutte le fidanzate, mogli dei leoni.
chissà se dall’Iraq riuscirete a leggermi, nel caso amore mio ti amo tantooooo la tua Priscilla
(capisci chi sono?) tornate presto vi aspettiamo
Dino DE PINTO 10/09/03 …ciao Alfredo….ieri è venuto a trovarci il Com. della compagnia dislocata in Iraq, Tv Sciruicchio,insieme ad alcuni colleghi che non vedevamo da tempo…abbiamo passato un po’ di tempo insieme,gli ho fatto vedere la nuova sezione del tuo sito (quella dedicata all’Iraq…)…ne è stato entusiasta,al punto
che ha voluto che ti spedissi le foto del gruppo….un plotone dei nostri leoni è stato dislocato ad Al Shatra,a Nord di Nassiriya, di supporto alla
13^Comp. bersaglieri,con compiti di sicurezza e pattugliamento appiedato/motorizzato,diurno
e notturno…ti mando qualche altra foto caratteristica del posto….a presto.
Black Demon 20/09/03 Ciao Alfredo…già, per te è quasi finita…noi ancora non lo sappiamo….tra
qualche giorno sappiamo per certo che lasceremo questo compound per aggregarci
con i nostri a Nassyria….se ci fanno rimontare il sistema satellitare, gli
altri leoni potranno mandarti i loro pensieri,e naturalmente foto. Voglio dirti che da qualche giorno qui al compound si è aggregato un plotone di lagunari, alcuni di loro
hanno fatto il corso da noi alla Carlotto. Conoscono il mitico Parodi, in quanto è loro istruttore, personalmente posso dirti che sono tutti bravi ragazzi, ci rispettano e noi rispettiamo loro…….ciao a presto….

Paolo Simeone

Un  Ex – Leone  tra  gli sminatori  italiani  di  “Intersos”            

Attualità IRAQ: l’area di Bassora è un gigantesco deposito di ordigni inesplosi. La ricostruzione comincia proprio dal lavoro di Paolo e degli altri volontari. A rischio della vita.

Da: Famiglia Cristiana n. 42/2003 – di Fulvio Scaglione.

16/10/03

 

 

 

 

 

Bassora:   Quando arriva il botto, complice la distanza di sicurezza, lo spettacolo di scintille, frammenti roventi, sassi che volano e polvere sospesa è già quasi finito. Anche oggi buona caccia per Paolo Simeone , Roberto Andrisani e gli altri sminatori di “Intersos”, un altro mucchio di ordigni è stato distrutto, un altro pezzetto di Iraq torna buono: per coltivare, pascolare, camminare. Per vivere. Bisogna raccontarla la giornata di questi ragazzi, ex battaglione San Marco l’uno, ex Incursore Col Moschin l’altro, e dei loro compagni, per capire che cosa vuol dire vivere oggi da queste parti. Lavorano in un’area a Nordest di Bassora, a pochi chilometri dal confine con l’Iran. Deserto, quest’estate è stato il luogo più caldo del mondo, con 62 gradi all’ombra registrati in agosto. Il che vuol dire fuori alle 7, bombe da disinnescare fino alle 13, 7-8 bottiglie di acqua per sopravvivere, poi chiusi in casa fino a sera. La notte sul terrazzo, sperando in un refolo. Se ti va male, ed è successo, torni dai campi minati e finisci dentro una manifestazione di iracheni infuriati perché in città manca il petrolio, senza energia elettrica niente frigoriferi né condizionatori. Ti hanno visto passare mille volte , ma in quel momento non ce né per nessuno. Attaccano le macchine, volano sassi e bastoni, devi rifugiarti nell’ospedale civile controllato dalle truppe della Repubblica Ceca. Il giorno dopo fuori alle 7, bombe fino alle 13 e così via. Verso l’Iran è zona di campi minati, più in qua, verso Bassora, l’area dove i villaggi sono più frequenti, e dove c’erano molti dei radar e delle basi di Saddam, è un gigantesco deposito di ordigni. < Abbiamo cominciato con i campi minati > spiega Paolo, < ma poi ci siamo concentrati sulla bonifica umanitaria. I campi stanno là, tutti sanno dove sono, nessuno ci si avventura. A noi premeva liberare i terreni agricoli, le case, le strade, i luoghi frequentati dalle persone > Basta girare un po’ con loro. In una ex base della contraerea, occupata da povera gente in cerca di un tetto, spolette e proiettili da mortaio si trovano così a mazzi. < Un giorno >  dice ancora Paolo, < un poliziotto iracheno ci ha fermati lungo la strada, chiedendo se potevamo dare un’occhiata alla sua casa. L’abbiamo fatto: la sua famiglia viveva circondata da 189 ordigni esplosivi, avevano bombe a mano innescate e inesplose persino sul tetto. I bambini sapevano che quelle “cose” erano pericolose e riuscivano a fare tutto, correre, giocare e lavorare, senza toccarle. Un’altra casa, un po’ in più là, aveva due lanciamissili in giardino. > E così via, giorno dopo giorno il lavoro di questi uomini continua sotto il sole cocente del deserto e il pericolo sempre incombente. Nel solo periodo tra il primo maggio e il 31 luglio, cioè ad azioni belliche terminate, nel sud dell’Iraq sono morte 350 persone, uccise dalle mine o da ordigni inesplosi. Continua Paolo, < Per quanto riguarda noi, tra il 28 giugno e il 29 settembre abbiamo distrutto 4.956 ordigni e altri 2.266 li abbiamo immagazzinati per poi distruggerli. Il tutto con due soli teams da 6 sminatori ciascuno. >A Bassora, come si vede, ci sono italiani, che lavorano per eliminare queste minacce, per aiutare gli iracheni a vivere un po’ più sicuri e per ricostruire il loro Paese.

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