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I marò sono tornati in Italia

Ciampino – I due marò hanno finalmente sentito il «profumo di casa». Emozionati e tesi hanno fatto ritorno in Italia, dopo dieci mesi e dietro il pagamento di oltre 800mila euro di cauzione alla giustizia indiana.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono arrivati in Italia con un volo atterrato a Ciampino. Così, per ora, prosegue per alcuni giorni la vicenda dei due fucilieri della Marina arrestati nello stato del Kerala con l’accusa di aver ucciso lo scorso febbraio due pescatori, scambiati per pirati, durante la loro attività di scorta armata alla petroliera “Enrica Lexie”.

«Finalmente respiriamo l’aria di casa. Faccio fatica a rendermene conto», queste le prime parole pronunciate da Latorre appena arrivato all’aeroporto di Ciampino. «Grazie al Presidente, al governo e al popolo italiano che ci sono stati sempre vicini: siamo sempre stati fiduciosi e continueremo ad esserlo» ha detto l’altro fuciliere del San Marco, Girone.

Nonostante gli impegni per le consultazioni della crisi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha rinunciato all’incontro con i due militari che sono stati ricevuti al Quirinale accompagnati dai ministri degli Esteri e della Difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola, e dal sottosegretario Staffan De Mistura.

La `licenza´ scade il 5 gennaio – data entro la quale i marò devono tornare in India – ma la Farnesina continua a lavorare per il rilascio definitivo. «Il rientro temporaneo è un passo significativo – ha spiegato il ministro Terzi – anche perché si creino le condizioni affinché il loro ritorno sia definitivo e non soltanto per un permesso natalizio».

L’Airbus del ministero della Difesa, con a bordo anche l’ambasciatore italiano Giacomo Sanfelice, era decollato poco prima dell’alba, da Kochi, per riportare a casa i marò. Una partenza che è stata in bilico fino all’ultimo, perché esponenti politici indiani – come l’ex premier del Kerala – erano contrari e hanno cercato di bloccarla per le vie legali. Tutto però è filato via come previsto e, alle 12.48, l’aereo è atterrato a Ciampino.

Ad accogliere i due sottufficiali, tra gli altri, il capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli («il miglior regalo di Natale che potessimo ricevere», ha detto), i ministri Di Paola e Terzi, e i familiari venuti dalla Puglia, loro terra d’origine, ai quali è stata data la possibilità di salire a bordo dell’Airbus per un saluto privato, lontano dagli occhi delle telecamere.

«Abbiamo il cuore in festa», aveva detto prima dell’arrivo il padre di Girone, Michele. Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, in transito a Ciampino, ha potuto salutarli, mentre il premier Mario Monti ha parlato con i due fucilieri al telefono, assicurando l’impegno del Governo per una definitiva soluzione del caso.

L’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa ha invece offerto ai marò la candidatura in `Fratelli d’Italia´, nuovo partito del centrodestra. In disaccordo il `suo´ ex sottosegretario, e compagno di partito, Guido Crosetto: «rischia di essere visto come una strumentalizzazione», ha detto.

In una sorta di palco allestito a Ciampino, Latorre ha ringraziato «le istituzioni tutte. Sono passati 10 lunghissimi mesi. Credetemi, non ci aspettavamo di tornare qui per Natale. Il capo dello Stato ha accolto le nostre famiglie per dar loro forza e coraggio. La stessa forza e coraggio trasmessi a noi per andare avanti». «Ben ritrovati a tutti, italiani – ha esordito Girone -: siamo fiduciosi, lo siamo sempre stati e lo siamo ancora oggi. Il governo indiano ci ha concesso questa grande fiducia facendoci passare il Natale qui. Grazie al governo, al presidente, al popolo italiano: ci sono stati tutti vicini».

«Continueremo a lavorare presso la Corte suprema federale indiana perché venga finalmente emanata la sentenza, spero i primi di gennaio, e riconosciuta la giurisdizione italiana sul caso», ha spiegato Terzi. Se così fosse, per Latorre e Girone – che in serata sono arrivati a Brindisi e, come prima tappa in terra pugliese, si sono diretti alla `loro´ caserma del reggimento San Marco, per ricevere l’abbraccio dei commilitoni – non ci sarà il viaggio di ritorno Ciampino-Kochi

Articolo tratto da www.ilsecoloxix.it

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