Canzoni del San Marco

San Marco

Non toccateci che noi mordiamo,

siam velenosi, siam velenosissimi,

per le strade la gente ci addita

e si domanda

“ma guarda che strano

come può un ragazzo simpatico

ad un tratto cantare così…”

Popol d’Italia, avanti, avanti,

bagna nel mar le tue bandiere,

gente di mille primavere,

l’ora dei forti tornerà.

Stretto è il patto con la morte

Salda in pugno abbian la sorte;

sui leoni l’abbian giurato per l’eterna libertà.

San Marco, San Marco

cosa importa se si muore

quando il grido dell’onore

come il fante eterno stà.

Arma la prora, marinaio,

vesti la giubba di battaglia

per la salvezza dell’Italia

forse doman si morirà.

Come a Lissa, così a Premuda

lotteremo a spada nuda:

sui leoni l’abbian giurato

per l’eterna libertà.

San Marco, San Marco

cosa importa se si muore

quando il grido dell’onore

come il fante eterno stà


Il leone è simbolo di vittoria

Il leone è simbol di vittoria

e feroce all’assalto sbarcherà (2)

Di Marina siamo fucilieri e per mare

e per terra combattiam (2)

Chi ci fermerà (2)

Chi lo impedirà (2)

Vent’anni abbiamo OE’!!

Vent’anni abbiamo e il sangue darem (2)

Per l’Italia (1)

Per l’Europa (1)

Per San Marco vincere o morir o morir (4)

Con l’orgoglio della nostra storia

il battaglione all’assalto sbarcherà (2)

Marciamo insieme verso la vittoria

per la nostra sacra civiltà (2)

Vinceremo ancor (2)

morte all’invasor (2)

Difenderemo la nostra civiltà con valor (2)

Per l’Italia (1)

Per l’Europa (1)

Per San Marco vincere o morir o morir


Sui Monti

Sui monti nel ciel sulle strade sul mar

Leviamo nel sole il vessillo ideal

Duro sarà il cammino ma con coraggio e con valore

Leviamo i nostri cuori nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna, ci brucia in alto il sol

D’inverno il gelo si posa sopra il cor,

ma saldi nel periglio, vita pro vitam expenimus

e la divisa nostra è insegna di valor.

Inasperi cimenti le forze tempriam

Tra rischi mortali la nostra via seguiam

e in faccia al mondo vile splende l’insegna col valor

Avanti fucilieri per la vittoria ancor

Avanti fucilieri per la vittoria ancor.


A noi la morte non ci fa paura.

O Battaglion San Marco il più bello sei tu, di tutta la Marina la migliore gioventù, qualcuno arriccia il naso,

vorrebbe biasimar, ma noi non si fa caso e si tira a camminar.

E con in testa il nostro Comandante, lo seguiremo lungo il suo cammin, Canta mitraglia la rumba fulminante,

 Il marinaio segue il suo destin, a noi la morte non ci fa paura no! ci si fidanza e ci si fa l’amor!

Se poi ci avvince e ci porta al cimitero, si accende un cero e non se ne parla più!


Canzone del battaglione.

Quando sul campo di battaglia la tromba suona l’assemblea
sotto il fischiar della mitraglia ognuno pensa alla sua mamma amata,  ma il marinaio ardito e fiero
pugnal trai denti e bombe a mano tra scoppi e sibili
e tra i proiettili contro il nemico avanti va!
Mamma son marinaio me ne vado alla frontiera
Mamma tu non temere,  Pugnerò con forza e ardire,
ma se dovessi morire il tuo nome mamma mia non scorderò.  Ma tu non piangere e gli occhi asciugati
Un bacio diamoci
Addio mamma!


Canzone del San Marco.

Siam marinai del Battaglion San Marco, da poco abbiam lasciato i nostri mari,
invece di addestrarci per lo sbarco le truppe di montagna andiamo a far.
Sui monti noi andrem, e gli alpini sfiderem,
passano i Battaglioni, i Battaglion di marinai,
bella che dal balcone ci guardi e pensi al grande mar,
non vedi abbiam scarponi,  fasci di corde e piccozzin,
San Marco i Tuoi Leoni
Sapranno fare anche gli alpin!
Il barbaro invasore il nostro piombo proverà
Italia ancor più grande il marinaio ti farà!
San Marco i Tuoi Leoni sulle Alpi spuntan già
Il nostro tricolore al sol d’Italia splenderà,
Italia ancor più grande il marinaio Ti farà!


Inno di guerra.

E’ un inno di guerra San Marco dei prodi il nostro vessillo vogliamo sul mar!
Il nostro vessillo vogliamo sul mar!
E la nel silenzio di mille canali s’ode la voce del gondolier che spinge la barca
vogando sul remo, cantando con voce la mesta canzon.
Io t’amo Venezia, mia Patria diletta, tu fosti un sol grido che nasce dal cuore
tu fosti Regina possente sui mar! cinta di glorie speranze ed amor!
Viva Venezia, viva Sati Marco, viva le glorie del nostro leon, viva le glorie del nostro leon!


Canto di Volontari.

Cara mamma parto volontario dammi un bacio senza lacrimar.

Sono ardito, forte e ben armato, Vittorioso voglio ritomar. Chi ci fermerà? Chi lo impedirà?

 Vent’anni abbiamo, vent’anni abbiamo, il sangue darem, per l’Italia! Per l’Europa!

Per San Marco vincere o morir!

La Bandiera è simbolo di gloria, vittoriosa in testa marceia

Ci conduce e ci porta alla vittoria Per la nostra santa libertà!

Vinceremo ognor,  morte all’invasor

conquisteremo la nostra libertà con valor,

per l’Italia, per l’Europa,

per San Marco.


Canzone di Marò.

Venite belle bimbe più cortesi
venite giù dai monti in riva al mar
venite belle bimbe Aronesine
venite il marinaio a salutar, venite dal tramonto alla vigilia venite il nostro amore a riscattar.
Belle, passano i marinai,
la fede che li accompagna
sarà la fiamma della libertà,
siamo tutti fratelli, basta lasciarci star,
oggi l’italia bella
col nostro sangue libera sarà,
oggi l’Italia bella
col nostro sangue libera sarà.
I fiori ch’eran bianchi come gigli
e che la guerra cruenta devastò
son diventati di color vermigli
poiché l’eroico sangue li bagnò,
un giorno rivedendo questi gigli
direte il marinaio qui passò.


Fronte al sole.

Fronte al sol con il leon San Marco Che tu bordasti d’oro ier.
E verrà la morte se mi trova
e più non ti vedrò.
Me ne andrò lassù coi miei compagni che la guardia fan
presso le stelle,
immortali sentinelle
presenti nei nostri cuori!
Se ti dicono che caduto son,
andai ai mio posto al di là!
Torneranno le insegne vittoriose, al passo allegro della pace,
porteranno altre cinque rose
e del San Marco le ali d’or!
Tornerà a fiorir la primavera,
come cielo, terra e mare attendono.

Correte squadre alla battaglia, che per l’Italia si vince o si muor!


Vascello fantasma.

Un vascello fantasma alza la prora
sul mare, solo contro la tempesta,
un vessillo scarlatto nella bora.
Passa la nave di Venezia, e allora
chi giace negli abissi alza la testa.
Se l’Italia dei vivi dorme ancora
c’è l’Italia dei morti che la desta.
Dalle città perdute, da ogni altura
dell’Istria, dalle chiese e dai bastioni
della Dalmazia, dalle verdi sponde
dell’isole lontane, chi risponde
è l’Italia: è Venezia coi leoni
di S. Marco scolpiti in pietra dura!

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